Campi di Lavoro 
 
Indice 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CAMPI DI LAVORO 2011 
VOLONTARIATO E RELAZIONE 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CAMPI DI LAVORO 
PRECEDENTI 
 
 
 
 
 
 
1.  Un viaggio in Africa con Terra e Popoli 
 
Si tratta di un’esperienza di diretta e prolungata convivenza con le comunità del villaggio di Msindo, un piccolo centro situato nell’estremo sud-ovest della Tanzania. Oltre, molto oltre le aspettative di un semplice periodo di lavoro volontario, il significato di un viaggio in Africa con Terra e Popoli si conserva nel quotidiano assaporare l’essenza dei ritmi ciclici, dei disagi ed insieme dei sorrisi ed il calore delle comunità ospitanti.  
 
  
 
 
 
E’ un viaggio in verticale all’interno della cultura africana ed incentrato sulla prospettiva di realizzare un percorso di reciproca comprensione che diventa elemento fondamentale per la crescita del progetto di sviluppo in corso di realizzazione al villaggio ed insieme enorme bagaglio di conoscenza e possibilità di riflessione per i volontari che ad esso parteciperanno. Un’esperienza fondata nell’ambito della relazione che volontari e comunità instaureranno nel corso delle tre settimane di permanenza al villaggio. Non un viaggio itinerante di turismo responsabile né un campo di volontariato inteso nella sua accezione classica. Non un’esperienza di missione che cataloga entro differenze preconcette le figure di aiutato ed aiutante. Nulla di preconfezionato quanto ad attività, finalità ed emozioni. Nulla che possa servire a rendere assoluta una sola visione. Partire con Terra e Popoli per la Tanzania significa costruire insieme, rielaborare, capire ed ascoltarsi per seminare il campo della solidarietà, della giustizia, della tolleranza e delle pari dignità dei popoli. 
 
  
 
 
 
I volontari saranno chiamati a vivere in condizioni spartane, in un’abitazIone rurale costruita in mattoni di fango e lamiera ed in assenza di luce elettrica ed acqua corrente. Tali elementi avvicineranno le parti entro una logica paritaria, di comune convivenza e reciproco rispetto. Ed è proprio questa logica a rendere il campo di lavoro proposto da Terra e Popoli unico rispetto ad una qualsiasi esperienza proposta in tale ambito, e nella convivenza prolungata, nella voglia di incontrarsi e manifestarsi reciprocamente, si nasconde la chiave della comprensione. Perché trasportare un secchio d’acqua alla sera, per quella ventina di metri che separano la fonte da casa, è un’occasione unica che attribuisce al volontario il privilegio di incontrare l’aiuto generoso e sorridente di un bambino o di un qualsiasi altro membro della comunità. Perché cenare a lume di candela con e a casa degli amici che mano a mano si avvicineranno al singolo od all’intero gruppo, è un momento di vita reale nato da un affetto sorto in maniera del tutto spontanea. E ancora, le difficoltà nel cucinare con un fornello a carbone, la frustrazione dell’attesa, della fame per un pasto che tarda ad essere pronto, mostreranno le oggettive difficoltà ma la relativa normalità dello stile di vita della Tanzania rurale. Ed insieme a tutto ciò, la porta di casa sempre aperta e l’estrema libertà concessa al volontario di visitare e conoscere il villaggio, oltre le ore dedicate al lavoro, arricchirà le possibilità in un’esperienza che rimarrà per sempre unica e indimenticabile. 
 
  
 
Capacità e responsabilità del volontario saranno quelle di sostenere ed ampliare il livello relazionale intercorrente tra l’associazione e le comunità. Si supereranno in tal senso i limiti dettati dalla lingua, nell’avvicinamento necessario tra la gente del villaggio ed il gruppo degli ospiti. Limiti che inizialmente sembreranno insormontabili ma che poco a poco avvicineranno entro una comunicazione convenzionale figlia della voglia di condividere un pezzo di vita comune. Perché il trascorso insegna come tale relazione sia possibile anche scavalcando le barriere, apparentemente insormontabili, dello swahili, lingua nazionale in Tanzania, nonché in Kenia ed Uganda, che d’impatto inibisce ma che nel lungo periodo accelera nel gruppo e nelle comunità altre percezioni, che sarà costruttivo utilizzare nel rapportarsi alle comunità ospitanti nel rispetto delle sue abitudini e della sua cultura. Nonostante lo sforzo nell’apprendimento della lingua sia auspicabile e particolarmente apprezzato, la comunicazione iniziale e il processo di avvicinamento alla comunità e al suo universo culturale, passerà per altri e più immediati vettori, e di lì si comincerà ad osservare, a capire, e ad avere sempre più voglia di farlo. Il tempo ed i suoi ritmi ciclici ed insieme altalenati, con le croniche lentezze e le brusche accelerazioni percepite in un momento di festa, insegneranno molto di più di una qualsiasi esperienza organizzata entro parametri rigidi che neutralizzando l’imprevisto mostrano solo l’aspetto preconcetto di una cultura 
  
 
Senza la pretesa di fornire al volontario soluzioni interpretative, egli sarà accompagnato nelle proprie considerazioni, che si auspica scaturiscano dalla sua propria voglia di affacciarsi all’altro per conoscere. Il suo contributo sarà motivo di riflessione per l’associazione, per le comunità e per l’intero gruppo di volontari. Nella necessità di riflettere su cosa possa spettare alle generazioni attuali e future, un campo di lavoro con Terra e Popoli offrirà degli spunti relativi alla logica dell’incontro e del beneficio, che non è mai unilaterale ma che comprende le parti in contatto in una prospettiva di dare ed avere. 
La relatività del concetto di sviluppo, di felicità o di benessere sarà di certo spunto fondamentale nelle riflessioni che seguiranno la necessità di cambiamento, in cui il concetto di solidarietà diviene imprescindibile strumento. E dalla società africana si cercherà di evincere questo concetto, perché su di esso si è garantita la sopravvivenza. Che se è vero che secoli di incontro forzato con l’occidente “civilizzato” hanno di certo snaturato molti aspetti tradizionali di tale cultura, è altrettanto vero affermare come nelle zone rurali la necessità di sopravvivere ritrovi nella vita comunitaria la soluzione. E tale concetto sarà estorto, dunque, indossandone gli abiti per un periodo di tre settimane. Lo si tratterà nella vita di ogni giorno, negli eventi mondani, nelle ore dedicate al lavoro e nei momenti di gioco con i bambini. 
 
  
 
Nel 2011 saranno quattro i gruppi che, a partire dal mese di giugno e fino al mese di ottobre, aggiungeranno altri tasselli all’esperienza relazionale avviata nel 2008 e che, ad oggi, ha coinvolto una trentina di giovani e meno giovani provenienti da molte regioni italiane. L’aumento in termini benevoli della percezione che le comunità hanno avuto e continuano ad avere riguardo la presenza di un numero sempre più elevato di ospiti, spinge associazione e comunità accoglienti a continuare per questa strada. E così già dalla prossima estate, gruppi formati da cinque nuovi volontari e due accompagnatori partiranno alla volta della Tanzania con la consapevolezza di dedicare le proprie vacanze ad un progetto che vede nel volontariato e nella solidarietà una possibilità concreta di cambiamento.(>> torna all'indice ) 
 
 
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PRECEDENTI 
 
 
 
 
 
 
2. Descrizione delle attività lavorative 
 
Il campo di lavoro avrà una durata di tre settimane più una quarta (facoltativa) dedicata ad escursioni di trekking e turismo culturale nella regione di Mbeya. Le attività lavorative alle quali saranno destinati i volontari riferiranno al progetto “Elimu ni dira — L’istruzione è la direzione”, intervento pilota in fase di realizzazione presso la scuola elementare “Nambehe” situata nel territorio del villaggio di Msindo. Il progetto è finalizzato al miglioramento della didattica di laboratorio (Stadi za kazi), didattica che riguarda attività pratiche in ambito agricolo e zootecnico, nonché, principalmente, ad aumentare le credenziali verso una gestione comunitaria dei servizi scolastici e, più in generale, della vita di villaggio.  
 
I volontari lavoreranno sia nella manutenzione di impianti già esistenti (frutteti, allevamenti ecc..) che nella realizzazione di nuovi e per tale ragione destinati ad attività pratiche di irrigazione, concimazione, pacciamatura e lavoro di cantiere. Inoltre, in relazione alle competenze specifiche del singolo volontario, potrebbero essere richieste consulenze tecniche sulle attività in corso di realizzazione. Infine, tutti i pomeriggi della settimana verranno impiegati per l’animazione dei bambini dell’istituto elementare “Nambehe”. 
 
Bisogna sottolineare come le attività lavorative debbano essere considerate dal volontario come un pretesto per avvicinarsi alla comunità. Il contributo richiesto, infatti, non è da valutarsi in termini oggettivi di quantità di lavoro svolto ma di aumento generale degli aspetti relazionali. 
 
   
 
 
 
Nel dettaglio le attività di cui al 2011 riguarderanno: 
 
  • Realizzazione e trasporto mattoni — I partecipanti affiancheranno volontari locali nella realizzazione di mattoni in fango, nella costruzione dei forni per la cottura degli stessi e del trasporto presso i luoghi in cui i mattoni verranno utilizzati;   
  •  Avvio di un allevamento avicolo semi-intensivo — I volontari verranno destinati ad attività di cantiere nella realizzazione delle strutture da adibire a pollaio. Per tale lavoro saranno affiancati da manodopera locale specializzata; 
  • Recupero delle vecchie aule — Il lavoro impegnerà i volontari nel recupero del vecchio edificio della scuola, in attività di intonacatura e colorazione delle aule; 
  • Manutenzione del frutteto — Nel corso delle ore relative alle attività di laboratorio, i volontari affiancheranno gli studenti della scuola elementare “Nambehe” nella manutenzione annuale (concimazione) del frutteto di proprietà della scuola, nonché nell’irrigazione quindicinale dello stesso; 
  • Realizzazione di una diga comunitaria — Nell’ambito della realizzazione di tale attività i volontari offriranno manovalanza generica affiancati da manodopera specializzata e volontaria locale. 
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    Discorso a parte va fatto per la gestione delle ore dedicate al gioco con i bambini della scuola elementare “Nambehe”. In questo caso, infatti, la componente fondamentale richiesta ai volontari è la voglia di condurre un’attività dai connotati tutt’altro che definiti e che piuttosto mira all’instaurazione di una relazione gioiosa con i beneficiari diretti del progetto “Elimu ni dira — L’istruzione è direzione”. Nelle ore pomeridiane, e per quattro giorni la settimana, i volontari cercheranno dunque di rapportarsi agli studenti proponendo e facendosi proporre attività di gioco, musica, disegno, escursionistiche ed altro. Le ore da dedicare ai bambini saranno almeno due, tuttavia sta nella capacità e nella voglia dimostrata dal gruppo la possibilità di rendere tale attività maggiormente diluita nel tempo e partecipata da un numero elevato di studenti. Capacità e volontà relazionali saranno elemento fondamentale nel superamento delle barriere dettate dalla lingua, trovando nella gestualità e nei sorrisi il filo conduttore che favorirà volontari e studenti nella creazione di un momento realmente condiviso.(>> torna all'indice ) 
     
      
     
     
     
     
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    3. Tempistica e descrizione dell’itinerario 
     
    I campi di lavoro avranno avvio nel mese di giugno e termine ad ottobre, per un totale di quattro gruppi ed un periodo di permanenza in Tanzania di tre settimane od un mese, in funzione del fatto se si aderirà o meno al percorso di turismo culturale in programma per l’ultima settimana di campo. Le date verranno determinate con precisione e discusse con i partecipanti, tenuto conto del prezzo dei biglietti aerei che, specie nei mesi estivi, tende a salire vertiginosamente rendendo un’esperienza tendenzialmente molto economica, eccessivamente costosa. Tuttavia, indicativamente, si può di seguito tracciare una tempistica approssimativa: 
     
  • Primo gruppo — Dal 20/06 al 20/07 
  • Secondo gruppo — Dal 20/07 al 20/08 
  • Terzo gruppo — Dal 20/08 al 20/09 
  • Quarto gruppo — Dal 20/09 al 20/10 
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    Il campo di lavoro avrà sede a Msindo, un piccolo villaggio del sud-ovest, circa 40 chilometri ad est della città di Songea, capoluogo della regione Ruvuma. La regione è tra le più remote della Tanzania e zona di confine col Mozambico e col Malawi. 
     
    I volontari verranno accolti, tutti nel medesimo giorno, a Dar es Salaam, grossa metropoli sulle rive occidentali dell’Oceano Indiano.  
     
      
     
     
     
    Da li il gruppo percorrerà in pullman i 500 chilometri che separano Dar es Salaam da Iringa, città situata sull’altopiano centrale a circa 1500 metri di altitudine, dove riposerà giusto il tempo di una cena, una doccia calda ed una notte in albergo. Nel corso del viaggio si attraverserà il parco nazionale del Mikumi, dove ci sarà modo di vedere grossi animali di savana, una foresta di baobab (la Baobab Valley) e gli splendidi panorami dell’altopiano centrale.  
     
      
     
     
     
    Il giorno successivo si partirà, sempre in pullman, alla volta del villaggio di Msindo, attraversando prima il grosso centro di Makambako, storico crocevia di scambi per lo Zambia, il Malawi ed il Mozambico, e la cittadina di Njombe, il centro urbano che con i suoi 2000 metri di quota sul livello del mare risulta essere il più elevato della Tanzania. Riscendendo verso Songea i volontari si fermeranno al villaggio di Mlilayoyo dove verranno accolti dalle comunità e da li, usufruendo di un furgone a noleggio, verranno trasferiti a Msindo.  
     
      
     
    Dal momento dell’arrivo al villaggio i volontari vi permarranno per i successivi venti giorni. All’inizio della terza settimana, congedatosi dalle comunità, il gruppo si sposterà alla volta di Mbeya dove le escursioni di trekking e turismo culturale arricchiranno ulteriormente l’esperienza combinando al periodo stanziale trascorso in villaggio, un percorso itinerante di visite a luoghi di interesse naturalistico e culturale. Il turismo culturale è facoltativo, determinando in tal modo la permanenza del singolo volontario (tre settimane od un mese) in funzione della sua adesione o meno alla proposta.(>> torna all'indice ) 
     
     
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    4.Turismo culturale nella Regione di Mbeya 
     
    L’idea di sostenere la realizzazione di un percorso di turismo culturale presso una tra le zone meno battute del paese, ma ricca al contempo di bellezze naturali che nulla hanno da invidiare ai circuiti turistici tradizionali, nasce dall’incontro avvenuto nel 2009 tra i soci della cooperativa Imagine Culture di Mbeya ed il responsabile del progetto Tanzania per Terra e Popoli. Già in quel periodo, infatti, in via del tutto sperimentale, sono state effettuate delle escursioni di trekking e turismo culturale, consentendo al gruppo di volontari partiti in quell’anno di visitare la spettacolare colata lavica del Daraja la Mungu (il ponte di dio), le cascate sul fiume Kiwira e presenziare allo spettacolo improvvisato dal Boma ya Kinyara, il gruppo di musica tradizionale uanyiakiusa presente, appunto, presso il villaggio di Kinyara. Nel 2010 riprende la collaborazione con la cooperativa Imagine Culture e l’organizzazione delle altre tre escursioni con le quali si completa il percorso di turismo culturale che verrà proposto ai volontari Terra e Popoli per il 2011. 
     
    Le finalità del progetto ricalcano quelle della cooperativa Imagine Culture. Principalmente, il recupero e la conservazione dei beni naturali e culturali presenti nel territorio circostante la città di Mbeya, attraverso la creazione di un progetto sempre più articolato di turismo culturale, sostenuto inizialmente dal rapporto di collaborazione sorto con Terra e Popoli per emanciparsi gradualmente entro canali turistici di natura responsabile e sostenibile. Contemporaneamente, la cooperativa è destinataria di un grosso appezzamento di terreno grazie al quale si propone di dare sostegno alle categorie svantaggiate presenti nel territorio metropolitano di Mbeya. Le difficoltà nel creare rapporti collaborativi con associazioni provenienti da altri continenti ha inibito negli anni gli sforzi dei soci di Imagine Culture, i quali al massimo hanno potuto beneficiare della presenza di turisti occasionali coi quali, tuttavia, non è stata resa possibile la stesura di un percorso ordinato di turismo culturale, né ha consentito ai membri della cooperativa di avere potere contrattuale sufficiente per esercitare pressione sul governo al fine di tutelare tali luoghi. L’incontro con Terra e Popoli, dunque, consentirà di sperimentare lungo questa strada la possibilità di valorizzare entro prospettive e specifiche sociali un progetto di turismo culturale nella regione di Mbeya.  
     
    L’itinerario avrà una durata di quattro giorni più uno (per il trasferimento da Songea a Mbeya) nel corso dell’ultima settimana di permanenza del gruppo di volontari in Tanzania. Al termine delle escursioni si rientrerà a Dar es Salaam, per poi ritornare in Italia. In relazione alla sforzo richiesto per alcune escursioni, si è deciso di alternare i percorsi più duri a quelli più semplici in modo da consentire al gruppo un recupero fisico sufficiente. 
     
    Il programma delle escursioni comprenderà: 
     
  • Primo giorno — Scalata dello Mbeya Peak. L’escursione verso il Picco Mbeya, montagna distante circa 20km dall’omonima città, avrà inizio già alle prime luci del mattino con trasferimento in taxi grazie al quale se ne raggiungeranno i villaggi alle pendici. La cima verrà raggiunta entro le quattro ore successive e già durante la scalata sarà possibile ammirare gli spettacolari paesaggi offerti dall’altura. Dal punto più alto, situato a circa 3000 metri sul livello del mare, si beneficerà della vista sud verso la città di Mbeya e soprattutto, in direzione nord, sarà possibile ammirare centinaia di chilometri di paesaggio che dalla montagna spingeranno lo sguardo fino al lago Rukuwa, distante circa 15 ore di pullman da Mbeya. Per l’escursione saranno necessari abbigliamento da trekking, borraccia e cordino di sicurezza. Il pranzo sarà consumato lungo il percorso, mentre il rientro è previsto per le ore del tramonto ed anch’esso offrirà spettacolari e colorate visioni su uno splendido scorcio d’Africa. 
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  • Secondo giorno — Maji moto e Pango la popo. Se non fosse per il calore del sole alla canicola, l’escursione alla fonte di Acqua calda (Maji moto) ed alla Tana dei pipistrelli (Pango la popo) non presenterebbe grosse difficoltà ne necessiterebbe di ingenti sforzi fisici. Tuttavia, specie in alcuni periodi dell’anno, la camminata di circa 3 chilometri dal villaggio di Manyiara (sulla strada principale che da Mbeya conduce verso Tunduma ed il confine con lo Zambia) e le cave di marumaru (pietra estrattiva dai molteplici utilizzi), l’insediamento più prossimo ai luoghi che verranno visitati, può presentarsi molto impegnativa. Occorre pertanto partire equipaggiati di acqua e frutta per fare fronte ai disagi causati dal sole e dal caldo. Le visite comprenderanno due luoghi di interesse naturalistico presso, appunto, la fonte Maji moto, sorgente di acqua calda dove si potranno bollire delle uova o delle patate, e il Pango la popo, un cratere spento oggetto di studi e ricerche scientifiche. Soprattutto la Tana dei pipistrelli è una visione naturalistica spettacolare, oltre che ambiente molto suggestivo. Il cratere è stato misurato per diverse centinaia di metri senza tuttavia aver ancora toccato il fondo. Si ammirerà dall’alto, prima, ed entrando nelle grotte, poi, questo luogo di impressionante impatto naturalistico. Per l’escursione è necessario abbigliamento da trekking ed una torcia per vincere l’oscurità delle caverne. 
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  •  Terzo giorno — Ziwa Ngozi. Già lungo la strada che da Mbeya si dirige a sud verso il confine col Malawi, percorsi una ventina di chilometri oltre il centro di Uyole, salta immediatamente all’occhio una circonferenza verde rigoglioso di foresta apparentemente decontestualizzato dai terreni a coltura circostanti. Si tratta del contorno di Ngozi, cratere e lago vulcanico dal quale, si dice, originino tutte le sorgenti che danno vita alle decine di corsi d’acqua presenti nella zona. La partenza è prevista per le prime ore del mattino, con spostamento in daladala (pulmino locale) che da Mbeya trasferirà il gruppo alla volta del villaggio di Machangani dove, dopo circa mezz’ora dalla partenza, si prenderà a noleggio un mezzo di fortuna che condurrà all’interno della foresta adiacente al cratere. Da quel momento comincia il cammino verso il lago, lungo sentieri circondati da migomba pori (Banani selvatici) ed alberi secolari. Dopo circa 40 minuti di percorso si raggiungerà il punto più alto dal quale sarà possibile ammirare il lago per poi iniziare la discesa  di circa 500 metri, percorrendo gli impervi strapiombi che conducono all’enorme massa d’acqua. L’ultima parte dell’itinerario è veramente faticosa, nonché necessita di enorme cautela. Per quanto valga la pena raggiungere il lago ne sia impossibile farlo, bisogna essere certi di voler affrontare una discesa così impegnativa. In ogni caso è necessario l’equipaggiamento adatto alla circostanza, ed oltre ad acqua, integratori, cibo e beni di prima necessità, sarà necessario dotarsi del solito abbigliamento da trekking e cordino di sicurezza per garantirsi mutuo sostegno nelle situazioni più impegnative. 
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  • Quarto giorno. Daraja la Mungu, fiume Kiwira, e Ngoma tradizionali. E’ la tappa conclusiva del percorso di turismo culturale 2011, nonché darà l’addio (o l’arrivederci) ai volontari Terra e Popoli. Il gruppo partirà da Mbeya alla volta del villaggio di Kk, circa 50 chilometri a nord dal confine col Malawi, usufruendo di mezzi pubblici. Dopo poco meno di un’ora, acquistati acqua e cibo sufficienti presso le bancarelle allestite al villaggio, si percorrerà per pochi minuti ed a bordo di un costa (furgone) lo sterrato che separa l’arteria principale dai sentieri che conducono al Daraja la Mungu (Ponte di Dio), una spettacolare colata lavica solidificata che scavalca le acque del fiume Kiwira. Dopo una sosta di una trentina di minuti, durante i quali si potrà assaporare un po’ di quiete e scattare qualche fotografia, inizierà la passeggiata sugli argini del Kiwira per incontrare lungo il cammino le innumerevoli cascate determinate dal paesaggio scosceso. Su tutte il kijungo (pentolone), un’incredibile evento naturale che vede entrare di furia innumerevoli quantità d’acqua all’interno di una cavità di roccia, un vero e proprio pentolone che solo sul fondo consente al liquido di oltrepassare la barriera rocciosa ed al fiume di continuare il proprio corso. Uno spettacolo incredibile durante il quale è auspicabile fare una pausa pranzo prima di riprendere il cammino verso nord e, questa volta, il villaggio di Kiwira, luogo di raccordo da dove sarà possibile noleggiare un taxi od usufruire di un furgone per il trasporto passeggeri e dirigersi alla volta di Kinyara, remoto villaggio a circa 15 chilometri dall’arteria principale. Kinyara è sede dell’omonimo gruppo di musica tradizionale (Boma ya Kinyara), nonché luogo dove i volontari saluteranno la loro esperienza africana assistendo alla suggestiva esibizione dei musicanti che, nelle ore e tra i colori del tramonto, mostreranno per una ventina di minuti un ritaglio eccezionale sulla cultura uanyakiusa. 
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    La responsabilità delle escursioni è affidata direttamente a Japhet Mwepa, fondatore della cooperativa Imagine Culture. Seppur non benissimo, rasta Jeff riesce a comunicare in Inglese ed instaurare con i turisti un rapporto di profonda e sincera amicizia. E’ guida ideale per mentalità e capacità, profondo conoscitore della propria cultura nonché artigiano sopraffino.  
     
    Al termine dell’esperienza i volontari potranno acquistare oggettistica tradizionale presso il piccolo bazar allestito dalla cooperativa. Lavorazioni in foglie di banana, intagliature in legno, braccialetti e cappellini rasta sono solo alcuni tra gli oggetti che potranno essere reperiti. Anche questa attività, nella nascente relazione tra Imagine Culture e Terra e Popoli, è ritenuta fondamentale nell’ottica di creare un rapporto di collaborazione finalizzato alla nascita di un progetto di commercio equo. 
     
    I costi dell’itinerario proposto saranno irrisori. Le voci di spesa riguardanti gli spostamenti e le notti in albergo saranno a carico dei volontari. Inoltre, la partecipazione al progetto di turismo culturale prevede il versamento di una quota aggiuntiva di 70€ che andrà a sostenere la cooperativa Imagine Culture nello svolgimento delle proprie attività. 
    In breve, il dettaglio dei costi comprenderà il trasferimento da Songea a Mbeya, 5 notti in hotel, l’acquisto di acqua e cibo per le escursioni e le spese per gli spostamenti in taxi, daladala, e mezzi di fortuna per un totale di circa 75€. La quota di partecipazione dovrà essere versata ad Associazione Terra e Popoli Onlus prima della partenza in aggiunta e contestualmente al versamento della quota di partecipazione al campo di lavoro (vedi sotto per il dettaglio dei costi dell’intera esperienza). Diversamente, le spese sopraelencate saranno affrontate attraverso la gestione di una cassa comune tenuta in loco dai volontari. 
     
     
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    5. Caratteristiche dei partecipanti e criteri di selezione 
     
    Le esperienze di volontariato in Tanzania sono aperte a tutti coloro i quali condividono le finalità dell’associazione e sceglieranno di partire con essa. In funzione delle caratteristiche ambientali e della carenza di servizi minimi, ai volontari è richiesto spirito di adattamento, buona volontà e capacità relazionali. Ogni gruppo comprenderà un numero di cinque nuovi volontari e due o tre responsabili. Per rendere formale la candidatura, ogni candidato dovrà inviare una e-mail ad uno degli indirizzi di seguito elencati (vedi punto 9). All’aspirante partente verrà inviato un breve questionario da far pervenire all’Associazione compilato in tutti i suoi punti. 
     
    In base al numero di adesioni, poi, sarà necessario operare una selezione che avverrà nel corso degli incontri di prima informazione e propedeutici alla partenza. Per il 2011, infatti, l’Associazione ha in programma una serie di incontri informativi e di selezione da realizzare presumibilmente tra Roma, Napoli, Milano, oltre che Ragusa, muovendo pertanto responsabili dell’Associazione in modo da meglio assecondare le esigenze dei candidati e limitarne al massimo gli spostamenti. Le finalità dei suddetti saranno, oltre che relative alle selezioni, principalmente indirizzate a fornire ai candidati volontari conoscenze sufficienti ad operare o meno la scelta in merito alla partecipazione al viaggio. 
     
    Per la selezione dei volontari verrà tenuto conto delle aspettative del singolo e ne verranno valutate le conoscenze in merito ai temi della cooperazione allo sviluppo, al volontariato internazionale ed ai progetti di Terra e Popoli, sulla base delle informazioni presenti su questo sito internet. Chiaramente, la partecipazione a tali incontri è obbligatoria, nonché interesse del candidato. 
     
    Le date degli incontri propedeutici verranno comunicate non appena si raggiungerà un numero di richieste tale da giustificare l’organizzazione degli stessi e comunque, orientativamente, a partire dal mese di aprile 2011, per un numero massimo di due incontri per ogni zona. 
     
    Qualora, dopo la realizzazione degli incontri, rimanessero tra i gruppi ancora posti vacanti, si continueranno a ricevere candidature di nuovi volontari. Tuttavia, non sarà più possibile organizzare incontri informativi fuori dalla regione Sicilia e per tale ragione, gli impossibilitati a partecipare ad eventuali incontri ulteriori realizzati presso la sede dell’Associazione, potranno si essere selezionati ma senza beneficiare di un percorso utilissimo, per quanto breve, di preparazione alla partenza. 
     
     
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    6. Preparazione al viaggio 
     
    Biglietto aereo  
     
    Le principali e più economiche direttrici che collegano l’Italia alla Tanzania, presso l’aeroporto internazionale Julius Kambarage Nyerere di Dar es Salaam, sono: l’Egyptair, con voli via Cairo e partenze da Roma, Milano e Catania; l’Ethiopian Airlines, con partenze da Roma e Milano via Addis Ababa; la Qatar Airways con voli via Doha e partenze da Roma e Milano. Altre compagnie aeree elencabili sono Emirates, British, Klm, Luftansa, Air France, Swiss, Yemenita e Turkish. 
     
    Passaporto e visto 
     
    Per entrare in Tanzania è necessario il passaporto con scadenza residua di almeno 6 mesi. Il visto turistico permette una permanenza in loco di 3 mesi e si può ottenere presso l’ambasciata tanzaniana a Roma, via Cortina d'Ampezzo 185 (Tel. 06/3216611 - 06/33485801 - 06/32651471 Fax. 06/3216611 Sito:www.tanzania-gov.it Email: info@embassyoftanzania.it.) oppure al Consolato Tanzaniano in Milano - Via Santa Sofia 12 (Tel. 02/58307126 - 58307534 — 58307126  Fax. 02/58307499). Va compilato un modulo reperibile sul sito a cui vanno allegate due fotografie formato tessera. Contattando l’ambasciata o il consolato il visto viene rilasciato anche via posta. Il costo è di 50 €. 
     
    Vaccinazioni ed accorgimenti sanitari 
     
    Ad eccezione della febbre gialla, non sono richieste vaccinazioni obbligatorie per entrare in Tanzania. Comunque è bene premunirsi. Si consiglia: Antitetanica, Antitifica, Antiepatite, Anticolerica. La malaria è endemica in Tanzania ma durante la stagione secca (maggio — ottobre), ci sono poche zanzare. La profilassi riduce i rischi ma non li elimina al 100. Può essere sufficiente una accurata protezione meccanica, indossando sin dalle ore del tramonto, indumenti a manica lunga ed utilizzando repellenti (preferibilmente non chimici) e zanzariere per la notte. Per quanto riguarda i farmaci da viaggio si consigliano antidiarroici, antitosse, antivomito, integratori di sali e vitamine, fermenti lattici, antispastici, antibiotici, analgesici, repellente per zanzare, garze e cerotti, disinfettante, pomata antistaminica e pillole di cortisone. Occorre inoltre ricordarsi di portare quelli usuali utilizzati a casa. Importante munirsi di Amuchina per alimenti e pastiglie di Micropur. In ogni caso, al villaggio esiste una buona scorta di medicinali accumulati dalle precedenti esperienze di volontariato. Meglio se i gruppi riescano a coordinarsi per limitare la spesa, magari comprandone un po’ per uno in modo da meno spendere e soprattutto meno accumulare. Le indicazioni fornite hanno carattere puramente indicativo, mentre tutte le raccomandazioni del caso vanno reperite presso le Asl di appartenenza e dal proprio medico di famiglia. 
     
    Liberatoria, assicurazione sanitaria e dichiarazione di partecipazione 
     
    E’ fatto obbligo ad ogni volontario di firmare prima della partenza una liberatoria che scagioni l’associazione da ogni responsabilità connessa al viaggio e nella quale, tra le altre cose, dichiarerà di aver stipulato un’assicurazione che copra i rischi sanitari. 
    Inoltre, qualora venga richiesta, l’associazione rilascerà ai partenti una dichiarazione che attesti la partecipazione al viaggio e della quale se ne consentirà l’utilizzo secondo quanto previsto dalla legge. 
     
     
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    7. Costi 
     
    Le spese relative al campo di volontariato sono a totale carico del partecipante e comprendono: biglietto da e per la Tanzania, visto turistico, spese per il vitto, l’alloggio e i trasporti interni ed il contributo solidale. Il volontario prima della partenza verserà ad Associazione Terra e Popoli Onlus un contributo pari a 300€ il quale verrà interamente investito a sostegno del progetto “Elimu ni dira” — L’istruzione è direzione”. Inoltre, qualora il volontario decida di parteciparvi, dovrà essere versata la quota aggiuntiva di 70€. Le restanti spese riguarderanno il volontario il quale se ne farà carico personalmente sin dal periodo pre-partenza. In loco la creazione ed il rimpinguo periodico di una cassa comune servirà a fare fronte alle spese di vitto. Sulla base delle passate esperienze e degli attuali prospetti di costo dei biglietti aerei reperiti presso i siti internet delle varie compagnie, l’impegno di spesa che riguarderà ciascun volontario viene di seguito riassunto: 
    Biglietto aereo a/r — 500€ circa 
    Visto — 50€  
    Contributo solidale — 300€ 
    Quota turismo culturale — 70€ 
    Spese turismo culturale — 75€ circa 
    Vitto e alloggio — 180€ circa 
    Trasporti interni — 75€ circa 
    Totale — 1250€ circa 
     
     
     
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    8. Una piccola bibliografia per prepararsi al viaggio 
     
    Non occorre essere esperti d’Africa per affrontare un viaggio da questi connotati. Piuttosto è necessario partire con la predisposizione mentale sufficiente per facilitare e facilitarsi l’incontro. Ecco perché non suggeriamo letture di chissà quale portata ma testi semplici e piacevoli che sicuramente aiuteranno il volontario per un primo approccio alla società africana ed all’incontro con essa. 
     
    Intercultura ed incontro: 
    Teo Sundermaier — Comprendere lo straniero * 
    Riszard Kapuscinsky — L’altro *  
    Riszardo Kapuscinsky — In viaggio con Erodoto 
     
    Storia,società e cultura africana: 
    Shamuana Mabenga Jonas — L’Africa che canta la vita. La cultura africana tra tradizione e modernità attraverso i proverbi * 
    Riszard Kapuscinsky — Ebano * 
    Bernardo Bernardi — Africa. Tradizione e modernità 
    Jean leonard Touadi — L’africa in pista. Storia, economia e società 
     
    * molto consigliato 
     
     
     
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    9. Contatti 
     
    Per ulteriori informazioni e per darci la tua adesione puoi scrivere all’indirizzo e-mail dell’associazione (info@terraepopoli.org), contattare direttamente i responsabili di progetto: 
     
    Tumino Davide — 3332358336 — notech@hotmail.it 
    Antoci Alessandro — 3333007896 — aleantoci@alice.il 
    oppure venirci a trovare presso la nostra sede di Ragusa in Via Roma n.12. 
     
    Per i pochi posti a disposizione e per usufruire di un prezzo ridotto nell’acquisto del tuo biglietto aereo, ti suggeriamo di fornirci quanto prima la tua adesione. 
     
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    Associazione Terra e Popoli Onlus - via Roma 12 - 97100 - Ragusa - Italia 
    Mail: info@terraepopoli.org - Web: www.terraepopoli.org 
     
     
     
     
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